The Hateful Five: Pescara è ancora una città hip-hop!

The Hateful Five è la crew che riunisce Dono, Doma, Terzo, Rin e DJ Stut, cinque tra i migliori elementi della scena rap pescarese. In attesa del loro primo album i ragazzi hanno pubblicato i singoli “Sole Nero” e “Valzer della Morte” e nel frattempo cercano di mantenere viva la cultura hip-hop nella città adriatica attraverso concerti, battle di freestyle e reunion con writers e b-boys.

Giovedì 28 dicembre The Hateful Five avranno l’onore di aprire il live dei DSA Commando a Lo Spaz di Pescara, un evento totalmente promosso dal basso dal centro di aggregazione giovanile con la determinante collaborazione del gruppo. Questo mercoledì abbiamo incontrato Dono, Rin e DJ Stut dei TH5 prima di una loro esibizione per parlare dei futuri progetti discografici e della scena hip-hop locale.

The Hateful Five è un progetto composto da diversi protagonisti della scena rap pescarese. Chi siete e perché avete deciso di unirvi?

Dono. Siamo Dono, Doma, Terzo, Rin e DJ Stut. Io e Rin abbiamo cominciato come solisti, mentre Doma, Terzo e DJ Stut sono sempre orbitati in gruppi assieme come Fire Squad e Impero Del Silenzio. Li ho conosciuti ad un paio di contest e da lì è nata un’amicizia fraterna. Rin, il più “vecchio” del gruppo, è l’ultimo arrivato: io l’ho conosciuto già 5/6 anni fa ma una vera amicizia l’abbiamo stretta ad una reunion a Montesilvano dove eravamo a fare freestyle nella stessa cerchia. Ci siamo subito accorti che parlavamo la stessa lingua. Abbiamo deciso di unirci tutti insieme perché crediamo che l’hip-hop fatto in una certa maniera a Pescara non ci sia più.

DJ Stut. Chiariamo subito: non è che non ci sia l’hip-hop in città, ma prevalentemente si spinge quello fatto male. A prescindere da questo siamo amici molto stretti e fare un progetto insieme è il coronamento di questa amicizia e di quello che facciamo da sempre. Abbiamo stili diversi tra noi e unirli in un unico mash-up ci sembrava interessante.

Rin. Se posso azzardare una data di fondazione del gruppo dico il 4 aprile 2016, il giorno del concerto dei The Four Owls a L’Aquila. Abbiamo fatto la trasferta da Pescara io, DJ Stut e Terzo e in macchina mi hanno proposto di prendere parte a questo nascente progetto. Per me è stata una sorta di panacea che mi ha riportato addosso la fotta di quando ero un ragazzino.

Cinque membri e di conseguenza cinque anime e stili completamente differenti. C’è comunque qualche artista che vi mette tutti d’accordo?

Dono. Bella domanda! Personalmente credo che ci accomuni la golden age italiana, la vecchia scena di gente come Colle Der Fomento e Kaos One.

DJ Stut. Il fatto che non si riesca a trovare un unico rapper che metta tutti d’accordo è anche un altro motivo della nostra unione: vogliamo coniugare insieme culture, generazioni e mentalità diverse in un’unica cosa.

Dono. Rin è della vecchia guardia, Terzo, Doma e DJ Stut sono nuove leve mentre io mi colloco nella fascia di mezzo. Siamo cinque persone diverse con altrettante influenze diverse: Rin e DJ Stut sono più attratti dagli americani, io e Doma siamo più per l’hardcore italiano. Terzo invece è quello più fresh e moderno di tutti noi.

Rin. In qualunque genere l’importante è fare le cose con coscienza. Anche la trap fatta in un certo modo è musica da apprezzare.

Per ora avete pubblicato solo due singoli. Quali sono i piani per il futuro?

DJ Stut. Sicuramente pubblicare un album! Purtroppo la partenza di Terzo [è a Londra n.d.r.] ci ha rallentati molto e anche i diversi orari di lavoro non ci permettono di dedicare il tempo giusto. Andiamo a rilento ma stiamo comunque lavorando. Io e Terzo abbiamo in disco in cantiere ormai quasi finito, con The Hateful Five stiamo per pubblicare un nuovo brano.

Rin. Vi stupiremo, stiamo raccogliendo beat e probabilmente parteciperanno all’album anche vari produttori. Stiamo decidendo su queste cose.

Dono. C’è stato un periodo questa estate in cui il progetto ha rischiato di affondare a causa dei diversi impegni che ci tengono occupati e di alcuni problemi personali. Il disco arriverà perché abbiamo tanta voglia di fare, però al momento ci stiamo concentrando sul live dei DSA Commando e sul nostro progetto parallelo LoSpazioDoppiaH. Io nel frattempo sto anche cercando di portare avanti la mia carriera da freestyler. Anche se a rilento comunque arriveremo!

Pescara può essere ancora considerata una città hip-hop?

Tutti. Sì cazzo!

Rin. Puntiamo su quello! Il 2018 sarà un anno di svolta per Pescara e lo dico anche in maniera abbastanza presuntuosa.

DJ Stut. Sì! C’è ancora l’hip-hop, non è morto! In questi anni a Pescara all’hip-hop è piaciuto nascondersi ma c’è.

Dono. C’è stato un periodo in cui era in voga fare le battle di freestyle qui a Pescara. Poi c’è stato un periodo morto, poi sono tornate nuovamente. Adesso abbiamo passato un periodo di un paio d’anni in cui veramente ai contest c’erano tre persone. Escluso l’ambito dei contest, credo che i rapper validi ci siano in città ma manca la possibilità di farli suonare. LoSpazioDoppiaH nasce proprio per questo motivo, per promuovere la scena e fare capire che Pescara spacca ancora il culo!

DJ Stut. Vogliamo far rinascere quella scena pescarese che c’era prima, di cui si poteva e doveva andare in giro a testa alta con orgoglio.

Dono. Il potenziale ce l’abbiamo: i freestyler forti ci sono, i rapper forti ci sono, così come ci sono dj e i breakers forti. Basta unirsi e creare un’unica comunità per riportare, come mi disse Shekkero, Pescara sulla mappa.

Oltre ad aprire la serata, siete anche tra i promotori del live dei DSA Commando a Pescara. Cosa rappresenta per voi il gruppo ligure e cosa vi ha spinto a chiamarli qui in città?

Rin. Intorno al 2010 ho avuto un periodo in cui il rap mi stava scazzando ed ho divagato completamente dal genere. Nonostante tutto alla fine si torna sempre all’origine, a ciò che ho sempre amato e ascoltato. Sono un tipo molto infognato con “Verano Zombie” di Noyz Narcos e con i vecchi Truceboys/Truceklan e nell’ultimo periodo volevo ascoltare qualcosa di affine. Già da piccolo mi sono imbattuto nei DSA Commando, c’era una rivista che si chiamava “Groove” che pubblicava dei dischi in allegato. In un disco trovai un pezzo dei DSA Commando di cui purtroppo non ricordo il nome, penso che faccia parte di “Retox”. Era una bomba nucleare! Da allora mi sono infognato con il gruppo e pezzi come “Effetto Werther” mi hanno fatto innamorare del mood dei DSA. Tutti i beat di Sunday mi fanno impazzire, le loro liriche per me sono inarrivabili. Chi non portare quindi in città se non loro, che rappresentano appieno l’hardcore e il death rap a livello nazionale. Pescara ha bisogno di una serata del genere!

DJ Stut. Per me i DSA Commando a Pescara sono il sacrificio e la conferma che se fai arrivi a qualcosa. Non è proprio il mio genere ma credo che sia un gruppo degno di portare il nome dell’Italia all’estero. Poter fare una serata con loro è tanto e spero che vada bene.

Dono. I DSA Commando a Pescara sono il nostro punto di partenza e rappresentano tutti i sacrifici fatti negli ultimi 5 mesi per cercare di tirare su eventi seri in zona. Come ha detto Lorenzo [DJ Stut n.d.r.] sono degni di rappresentare l’Italia all’estero come hanno già fatto all’Hip-Hop Kemp in Repubblica Ceca, ho visto dei video assurdi. Per quanto mi riguarda personalmente i DSA Commando sono il gruppi più affine alla mia mentalità di rap, è un gruppo molto estremo che dice il cazzo che vuole come vuole. Non hanno tempi, non hanno etichette, non hanno pressioni esterne che influenzano la loro musica e non si relazionano con il resto della scena se non con i mostri sacri. Questa è anche la mia mentalità, credo che siamo arrivati ad un punto in cui il rap è solo uno scambio di featuring tra amici e vorrei citare proprio Sunday dei DSA che in un’intervista disse: “sono gli scambi di favore tra amici che producono i dischi di merda che ascoltiamo tuttora“. Credo che questa sia la verità assoluta, il rap va fatto in un certo modo seguendo le nostre strade personali. . Per me i DSA Commando sono l’emblema dell’indipendenza nel rap, quello a cui ambisco anch’io, me li ascolto da sempre ed ho tutti i loro dischi. Questi sono i motivi per cui ho proposto io stesso di portarli a Pescara. Invito tutti ad partecipare al live del 28 dicembre e non solo, invito anche a supportare il progetto LoSpazioDoppiaH e luoghi come Lo Spaz di cui i ragazzi di Pescara hanno bisogno per esprimersi liberamente.

Rin. Luoghi per esprimersi e migliorare. L’hip-hop è condivisione, se tutti quanti insieme riuscissimo a condividere la nostra propria arte ne usciremmo arricchiti ascoltando anche la roba degli altri e capendo come la fanno. Noi stiamo cercando di riportare non tanto una scena quanto la Cultura che si respirava qui in città 10/15 anni fa.

Un ringraziamento speciale ai The Hateful Five, a Dono, DJ Stut e Rin per la disponibilità e un saluto anche a Terzo e Doma impossibilitati a venire. Un grande in bocca al lupo ai ragazzi per quanto stanno facendo a Pescara, una città ancora hip-hop anche grazie a loro!

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Autore dell'articolo: Federico

5 commenti su “The Hateful Five: Pescara è ancora una città hip-hop!

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