5 concerti da non perdere questa settimana in Abruzzo [13-18 maggio]

I festeggiamenti patronali di Capistrello avranno come ospite speciale Piero Pelù (in foto), che si esibirà nella cittadina marsicana mercoledì 13 giugno in Piazza Caduti del Lavoro. Lo storico rocker fiorentino è attualmente impegnato con i suoi “banditos” nel Warm Up Tour, che lo porterà a girare lo Stivale per riproporre i successi della sua mitica band Litfiba, colonna del rock italiano ’80/’90, ed eseguire i migliori brani della sua carriera solista.

Mercoledì 13 giugno sbarcano al Sound di Teramo per l’unica data del centro-sud Italia i J.C. Satàn, considerati una delle più belle realtà della scena rock europea degli ultimi anni. Tra ballate agrodolci ed incursioni noise, la formazione francese presenterà il nuovo album “Centaur Desire” dall’animo più pop. L’apertura del concerto è affidata alle Wide Hips 69, band teramana che ha poco rilasciato il nuovo disco “The Gang Bang Theory“.

Venerdì 15 giugno inaugura l’undicesima edizione del “Finché c’è birra c’è speranza” di Tortoreto con il live degli Statuto. La band torinese è una realtà unica nel panorama della musica italiana, perché ha raggiunto il successo senza mai cambiare o svendere il proprio stile mod, i testi sfrontati spesso ironici o aggressivi e la propria musica che non si limita al solo ska, ma passa anche per il soul e il beat.

Venerdì 15 giugno appuntamento anche al Lido Mediterraneo di Roseto degli Abruzzi dove si esibiranno i John Canoe, trio surf/garage rock di Roma formatosi nel 2014. La formazione capitolina ha esordito per la Bomba Dischi con il primo singolo “Nervous Breakdown”, a cui è seguito il primo EP ufficiale. Nel 2017 è uscito “Wave Traps”, album di dieci brani dove il il sound garage rock si mescola con melodie originali pop e sonorità surf anni 60.

Prosegue la collaborazione tra Paesaggi Sonori e l’IndieRocket Festival di Pescara, che per domenica 17 giugno hanno organizzato l’esibizione di JFDR presso il sito archeologico di Peltuinum. JFDR è l’ultimo progetto dell’Islandese Jófríður Ákadóttir, una miscela di parti di chitarra cicliche, paesaggi sonori minimali morbidi e meraviglie poetiche di un viaggio che attinge le sue sonorità da sfondi classici, popolari ed elettronici.

Autore dell'articolo: Federico

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