Il 10 luglio parte la 45esima edizione del Pescara Jazz

Il longevo festival internazionale del Pescara Jazz, vanto della città adriatica, lunedì 10 luglio riaprirà i battenti per la quarantacinquesima volta. Gli straordinari artisti di questa grandiosa edizione includono molti dei nomi più significativi del nostro tempo, tra cui Stefano Bollani, Kenny Barron, Paolo Fresu, Dado Moroni, Danilo Perez, Brian Blade, John Patitucci, Uri Caine, Cyrus Chestnut, i Manhattan Transfer, gli UZEB. Solo il meglio per un festival che dal 1969 ha fatto la storia di Pescara e della scena jazz italiana, ospitando artisti mondiali come Miles Davis, Duke Ellington, Bob Dylan e Caetano Veloso


Si parte lunedì 10 luglio al Porto Turistico con Ada Montellanico, preziosa interprete tra le più importanti del panorama nazionale. L’artista presenterà un magnifico omaggio ad Abbey Lincoln, una figura leggendaria, cantante e autrice di autentica originalità, iniziatrice di una nuova strada del jazz vocale. Ci saranno anche i Sensaction, giovane quartetto di stampo fusion, ricco di contaminazioni provenienti da jazz, pop, prog, rock e musica classica.


Martedì 11 luglio doppio concerto sempre al Porto Turistico. Il pianista Luca Mannutza rielaborerà la musica di Wayne Shorter nell’aspetto ritmico accompagnato da Paolo Recchia al sax alto, Daniele Sorrentino al contrabbasso e Lorenzo Tucci alla batteria. Ci sarà anche la Niamuziko Orchestra, formazione di giovani musicisti abruzzesi la cui peculiarità risiede nel proporre musica del tutto originale sfruttando le particolarità timbriche degli strumenti che compongono la piccola orchestra. Tra le fila dei musicisti troviamo un quartetto d’archi, una sezione fiati mista tra ottoni ed ance, sezione ritmica e voce. L’assenza di regole o schemi che portino la musica ad una etichetta di genere è una caratteristica fondante dell’orchestra: ogni brano è trattato in maniera del tutto originale spesso rompendo anche gli schemi più tradizionali regalando dei momenti del tutto inaspettati per l’ascoltatore. Largo spazio viene lasciato anche all’improvvisazione musicale.


Mercoledì 12 luglio ancora un doppio spettacolo al Porto Turistico. Protagonista della serata il duo costituito da Paolo Fresu e Uri Caine. La tromba lirica e sognante di Fresu, il suo timbro malinconico e onirico si sposa eccellentemente con il pianismo di Uri Caine, fatto di mille citazioni, dalla canzone americana, al blues, dal jazz più mainstream all’avanguardia fino alla musica classica. Spazio anche ai Voba Sound Experience, progetto nato nel marzo 2015 dall’incontro tra il basso elettrico di Roberto Pace e la voce di Chiara D’Emilio tra le mura del Conservatorio di Pescara. Il repertorio è composto da arrangiamenti originali di classici della musica pop, rock, funk e jazz, tra i quali Police, Led Zeppelin e Beatles.

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Giovedì 13 luglio nella solita location del Porto Turistico i live della straordinaria Orchestra Pescara Jazz International, diretta da Dick Dunscomb con JB Scott alla tromba e la voce di Lisa Kelly, e di Giulio Gentile ed Emanuela Di Benedetto, studenti del Conservatorio di Pescara e freschi vincitori del prestigioso Premio delle Arti 2017. Prodotto dalla Comar 23, “There’s No Place Like Home” è il loro album d’esordio e si compone di nove brani, tra cui uno che porta il nome dell’album. Tutte composizioni originali dei due protagonisti, i quali talvolta abbandonano la formazione in duo per aprirsi a sinergie inedite con altri musicisti. 


Venerdì 14 luglio ci si sposta al Teatro D’Annunzio l’imperdibile concerto dei The Manhattan Transfer. Vincitori di dieci premi Grammy, con milioni di dischi venduti in tutto il mondo, superando ogni barriera tra i generi musicali, The Manhattan Transfer sono stati i primi a vincere i Grammy Awards nelle categorie pop e jazz nello stesso anno, nel 1981: Migliore performance pop di un duo o gruppo con voce per la cover “Boy From New York City” e Best Jazz Performance Duo or Group per “Until I Met You (Corner Pocket)”. Sin dalle prime esibizioni negli anni ’70, hanno rappresentato una figura fondamentale per la musica contemporanea, riconosciuti per la loro straordinaria versatilità, incorporando pop, jazz, R & B, rock and roll, swing, sinfonico e musica a cappella.


Sabato 15 luglio appuntamento ancora al Teatro D’Annunzio per lo show di Danilo Perez, John Patitucci e Brian Blade. I tre artisti suonano da lungo tempo insieme come membri del Wayne Shorter Quartet. Musicisti virtuosi e riconosciuti a livello mondiale, i tre celebrano la musica del loro mentore e amico Wayne Shorter e propongono nuove composizioni sotto la firma del trio “Children of the Light”. La loro conversazione è un’intensa improvvisazione collettiva che spiega e costruisce la musica come un recital cameristico dal forte tenore ritmico e dalla sottile presenza. «Wayne Shorter è l’accordo nascosto di Children of the Light, ma il trio attira potenza da molte altre fonti e influenze con la sua musica ispirata…» Queste le parole della NPR a proposito del loro primo disco, pubblicato nel 2015 e accolto da recensioni entusiastiche.


Domenica 16 luglio sempre al Teatro D’Annunzio per Five By Monk By Five. Cinque diversi punti di vista sulle composizioni e sul mondo interpretativo di Thelonius Monk nel centenario della sua nascita: Kenny Barron, Cyrus Chestnut, Benny Green, Dado Moroni ed Eric Reed suonano la musica di un genio del pianoforte nel centenario della sua nascita.


Lunedì 17 luglio grande attesa al Teatro D’Annunzio per la reunion degli UZEB, considerati uno dei più influenti gruppi della jazz fusion al mondo. Una delle più famose e rispettate band del genere con più di 500.000 album venduti e oltre 1000 concerti in tutto il mondo. I critici spesso hanno notato che il loro sound era avanti rispetto al proprio tempo e la loro assoluta abilità musicale spinge il gruppo all’avanguardia nella jazz fusion degli anni ottanta. Hanno dato il loro concerto di addio nel momento più alto della loro popolarità al Montreal Jazz Festival in un evento all’aperto di fronte a una folla di 96.000 persone nel 1992, assicurandosi così il loro posto tra i grandi. Alcuni mesi fa, il chitarrista Michel Cusson, il bassista Alain Caron e il batterista Paul Brochu si sono incontrati casualmente per un rendez-vous tra amici. Mentre parlavano, hanno riconosciuto immediatamente che la scintilla musicale che li aveva messi insieme 40 anni fa era ancora intatta. E, in men che non si dica, si sono ritrovati in uno studio a suonare di nuovo il loro materiale.

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Venerdì 21 luglio di nuovo al Teatro D’Annunzio per il concerto di Stefano Bollani che presenterà il suo nuovo spettacolo “Napoli Trip”, un live di varie anime con un ensemble che si avvale di grandi talenti internazionali. In primis il compositore e sassofonista Daniele Sepe, garanzia di una napoletanità popolare, aperta e vitale. E insieme a lui, due altri grandi musicisti: Nico Gori al clarinetto e Bernardo Guerra alla batteria. Con questi artisti, che condividono il suo eclettismo e la sua voglia di sperimentazione, Bollani può suonare la musica che preferisce, usando Napoli come porto di partenza per approdare ogni sera a lidi diversi. Ogni live è una festa che, lasciando libero spazio all’improvvisazione, passa da Raffaele Viviani a Nino Taranto, da brani originali di Bollani fino ai nuovi classici di Pino Daniele.

 


Serata conclusiva quella del 22 luglio al Teatro D’Annunzio con lo spettacolo gratuito “SuonoNuovo Pescara Jazz meets Europe”. Biglietti e abbonamenti sono disponibili su Ciaotickets e Ticketone, maggiori informazioni sono disponibili sul sito del Pescara Jazz.

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Autore dell'articolo: Federico

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