INDIEROCKET FESTIVAL – Artisti da ogni continente per la quattordicesima edizione del festival pescarese

Anche quest’anno l’IndieRocket Festival si conferma un prodotto di respiro internazionale, capace di attirare nella città adriatica ben ventuno artisti di undici nazionalità differenti. Come nelle passate edizioni, la formula segreta vincente della manifestazione è il melting pot geografico e sonoro che mescola le più svariate latitudini e longitudini e i più disparati generi musicali, permettendo di passare in pochi minuti dall’elettronica giapponese al garage rock inglese. E allora scopriamo l’interessante programma della tre giorni di musica che si terrà dal 23 giugno presso il parco “Ex-caserma Di Cocco di Pescara”.


Si parte venerdì 23 giugno con il live set dalle ore 20 del producer anconetano Stèv in collinetta. Il main stage verrà inaugurato alle 21 dagli americani Arbouretum, formazione che esplora sonorità folk-rock accompagnate da profondi testi. Un’ora dopo succederanno i Fine Before You Came, intrigante realtà italiana che oscilla tra slow-core e post-rock, e fresca della pubblicazione dell’ultimo disco “Il numero sette”. Alle 23:10 sarà il momento dei Peaking Lights, duo californiano che propone un dub psichedelico con venature space pop, da non perdere nell’unica data italiana estiva. A mezzanotte ultimo show sul main stage con un’altra esclusiva targata IRF: i Vox Low, quartetto francese con un sound a metà tra la synth wave e lo psych-rock. La serata si chiuderà con il dj set in collinetta di Cosmic Neman, il batterista francese membro dei Zombie Zombie.

Peaking Lights
Peaking Lights

Sabato 24 giugno si comincerà dalle ore 19:30 in collinetta con l’esibizione dell’emergente e giovanissima rapper pescarese Leslie. A seguire lo show del producer Fricat, già membro degli Apes on Tapes. Alle 20:40 spazio sul main stage per Sequoyah Tiger, il progetto della deejay veronese Leila Gharib, che per l’occasione sarà accompagnata dalla danzatrice Sonia Brunelli. Alle 21:30 sarà il turno di Kiki Hitomi, la producer giapponese che si muove con agilità tra sonorità elettroniche vintage j-pop e 8bit. Si passerà poi all’esibizione in esclusiva italiana dei Clinic, la band di Liverpool che spazia con un certo successo tra art rock e garage sperimentale. A mezzanotte sul main stage ancora voci dall’Inghilterra, con l’attesissimo live dei Fujiya & Miyagi, una band che forse abbiamo sentito in serie tv di successo come “Breaking Bad” e “Skins” con la loro indietronica a sfondo post-punk. La serata si chiuderà con il live set in collinetta del producer Go Dugong, al secolo Giulio Fonseca.

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Fujiya & Miyagi

Giornata finale quella di domenica 25 giugno. Si partirà presto, dalle 18:30 in collinetta con lo show tribale di Jhon Montoya, a cui seguirà sulla stessa lunghezza d’onda il set del messicano El Bùho. Alle 21 ci si sposta nei pressi del palco principale per gli Ezza, band franco-nigeriana che sperimenta un desert rock con marcate tinte blues e afrobeat. Successivamente sarà la volta degli Umoja, formazione olandese fortemente ispirata dai suoni tropicali dai più disparati continenti. Alle 23 ultimo live sul main stage con i peruviani Dengue Dengue Dengue!, duo di produttori che unisce beat esotici e visual onirici, in un tripudio di decibel e luci che coinvolgeranno i fortunati spettatori della loro unica data italiana estiva. La serata e il festival si chiuderanno con il dj set di Chris Colombio & The Medicine Girls.

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Dengue Dengue Dengue!

Ogni giorno il festival aprirà alle ore 18, l’ingresso è gratuito fino alle 21, poi avrà il costo di 5 euro. Nelle pause tra i vari live in collinetta andrà in scena l’IRF Sound System, composto da Cosmic Neman, Stèv, Jhon Montoya, JJ Pallis, Balera Favela e Miss Linenwood. Durante i tre giorni della manifestazione si terranno attività extra come circo acrobatico, laboratori musicali, corsi di skate, corsi di yoga, corsi di Tai Chi e un percorso di socializzazione con animali domestici. Il festival è organizzato dall’associazione IndieRocket e con il contributo della Regione Abruzzo, della Fondazione Pescarabruzzo e con il sostegno dell’assessorato alla cultura e ai beni culturali del Comune di Pescara.

Autore dell'articolo: Federico

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