LIVE REPORT – Un sabato sera all’Alò Park di Loreto Aprutino

La magia incantatrice dell’anfiteatro avvolge nuovamente Loreto Aprutino, nel rito profano della musica live che torna a ripetersi ogni anno per ricordare Maxx. Alò Park, il festival promosso dall’instancabile associazione culturale Barabba Sounds, giunge alla terza edizione e sembra aver trovato la retta via, capace di offrire ad un sempre più cospicuo e variegato pubblico contenuti musicali differenti ed internazionali.

Sono passate da poco le 19 quando raggiungo a piedi l’Alò Park  per gustarmi una gustosa birra fresca, giusta ricompensa dopo una giornata afosa rinchiuso in casa in piena sessione estiva universitaria. Un panino e altre birre in compagnia accompagnano la serata fino all’esibizione di Daniele Paolucci, che strega l’angolo bar con la sua chitarra acustica suonata in fingerstyle. Tra rivisitazioni di grandi classici come The Police e Pink Floyd e brani inediti propri, come la fantastica “Swing“, il bassista dei Voina cattura l’attenzione dei presenti regalando una grande performance.

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Alle 22:30 si scende in anfiteatro per l’esibizione di Jester At Work, cantautore pescarese compagno di band di Maxx nei “Warm Morning 616” negli anni ’90, che da tempo ha intrapreso una carriera solista di tutto rispetto. Accompagnato nel live da Alessio D’Onofrio, l’artista propone i brani dei suoi tre album, come la recente “People lie” o la più datata “Deep black sea”. L’atmosfera è intima e soffusa, la platea semicircolare rimane concentrata ed incantata per tutta la durata dello spettacolo dall’epifania di suoni provenienti dalle vellutate corde dei due chitarristi. Vero e proprio incantatore di presenti, Antonio Vitale non ha mancato di ricordare la sua esperienza musicale vissuta con Maxx.

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Superate le 23:30 prendono posto in area concerto gli A Minor Place, formazione teramana di estrazione pop rock. Con una sezione ritmica fortemente sostenuta da una batteria e due bassi, completata dalle due chitarre in primo piano, i cinque musicisti interagiscono molto poco con il pubblico e preferiscono lasciare spazio alla musica e ai brani della loro lunga carriera. Fredda ad un primo impatto, la band tenta comunque di trasmettere in maniera ottimale le proprie sonorità, regalando una buona esibizione musicale che però risente della debita distanza con il pubblico.

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Dopo la mezzanotte la situazione viene completamente stravolta dagli Zevinipim, groove band giunta direttamente dal Brasile. L’aspetto macchiettistico dei musicisti ricalca in toto il loro sound prettamente selvaggio e brasiliano. Il trio sudamericano parte subito forte con il suo funk esotico che attira e smuove i numerosi spettatori in anfiteatro. L’esecuzione di brani più soul e cover di pezzi come “Get up (I feel like being a) sex machine” di James Brown dimostrano la grande versatilità della band, capace di intrattenere nonostante l’incerto italiano e di mantenersi su alti livelli per tutta la durata del live. Fabuloso!

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Tanti applausi accompagnano l’uscita di scena del trio, che più tardi si fermeranno a firmare cd e ricevere numerosi complimenti, più che meritati. L’idea di una band brasiliana nel parco pubblico di un quartiere residenziale di un paese di provincia poteva apparire scellerata, ma l’insolita formula ha indubbiamente funzionato. Per il terzo anno i ragazzi della Barabba Sounds hanno avuto il coraggio di portare innovazioni musicali ed esperienze internazionali nella periferica provincia pescarese, creando aggregazione e socialità in luoghi peraltro abbandonati. E allora non vediamo l’ora di attendere le novità dell’edizione 2018!

(foto per gentile concessione di Andrea Ponente)

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Autore dell'articolo: Federico

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