LIVE REPORT – Il concerto di Cosmo al Dejavu dell’11 novembre

Mi ero promesso di rivedere Cosmo, dopo la data estiva di Pineto. Mi ero promesso di rivederlo perchè un concerto all’aperto non rappresentava al meglio la sua dimensione live, da vivere in un locale. E quale locale migliore se non il Dejavù…

 
San Martino in buona compagnia: il concerto di Cosmo al Dejavù è un appuntamento da non perdere, e perciò nonostante la pioggia e il freddo si parte lo stesso. Ci penserà il climatizzatore a scaldarci durante il lungo tragitto di un’ora e venti minuti per arrivare al locale vibratiano. Giunti a destinazione con un po’ di anticipo, giriamo per il locale: come al solito tanta gente, venuta anche da lontano come noi (intravediamo anche Ivo dei Voina Hen).
 Manca poco alla mezzanotte quando Cosmo e la sua band (Mattia e Roberto) salgono sul palco avvolti da una densa nuvola di fumo scenografico. Si parte subito forte con “Cazzate” e il suo beat deciso, per poi proseguire con “Dedica” e la più introspettiva “Regata 70”. L’atmosfera si riscalda subito con “Le voci”, quando Cosmo scende dal palco per cantarla a squarciagola insieme al pubblico, che salta a tempo insieme al cantante. La situazione si placa con “Dicembre” ed “Esistere”, comunque intonate a memoria dagli esperti spettatori presenti. “Impossibile” è il preludio di ciò che accade durante “L’altro mondo”, un esplosione di beat potenti e luci stroboscopiche, in cui Cosmo decide coraggiosamente di lanciarsi sulla folla che non sembra molto compatta nel prenderlo, ma riesce comunque a sostenerlo e riportarlo “sano e salvo” sul palco. L’artista ringrazia l’aitante pubblico, per poi salutarlo improvvisamente con l’ultima canzone “Ho visto un Dio”. Una veloce uscita di scena ma di breve durata, che per stessa ammissione del cantante “era solo un pretesto per rinfrescarsi”. Si riparte subito con “Numeri e parole” a cui segue l’attesissima “L’ultima festa”, che fa scatenare il pubblico. Cosmo non può trattenersi e scende nuovamente tra gli spettatori, che lo abbracciano e ballano insieme a lui. Da segnalare a fine canzone un piccolo infortunio per il cantante piemontese, che tornando sul palco con un balzo sbatte il braccio sulla trave di ferro del gazebo, che lo costringe a fermarsi un paio di minuti per il lancinante dolore. Ma the show must go on e l’artista continua con i beat potenti di “Disordine”. Al termine del brano Mattia e Roberto salutano il pubblico, mentre Cosmo si trattiene per suonare da solo l’ultima canzone “Le cose più rare”, una degna buonanotte dopo un grande concerto. Anche l’amico metallaro è entusiasto del live, nonostante non avesse mai sentito neanche una canzone di Cosmo prima di allora. Come sempre i suoi concerti sono vere e proprie feste, scenografie colme di luci, fumo e potenti beat, che lo stanno consacrando sempre più come vera rivelazione della musica italiana del nuovo millennio, grazie al suo stile unico e inconfondibile. Con ancora nella testa le note delle sue canzoni, riprendiamo la strada per il ritorno, consapevoli che ne è valsa la pena di macinare tutti questi kilometri per un live fantastico e pienamente all’altezza delle aspettative.
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Autore dell'articolo: Federico Acconciamessa

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