LIVE REPORT – Il concerto dei Fast Animals and Slow Kids al Dejavu dell’11 marzo

Loro sono i Fast Animals and Slow Kids e vengono da Perugia. Dopo un anno di astinenza concertistica e musicale, la band torna sul palco per inaugurare il suo ultimo lavoro in studio “Forse non è la felicità”.

Siamo a Sant’Egidio alla Vibrata, di preciso al Dejavu, il locale che ospiterà la band umbra, in un ampio tendone bianco condito da un freddo clima invernale. Dopo minuti di attesa, i Fast Animals and Slow Kids entrano finalmente in scena con “Asteroide”, pezzo introduttivo del nuovo album, seguito da “Giorni di gloria”. Ai due brani, che avevano già ampiamente riscaldato il clima sotto il palco, segue “Calci in faccia”, pezzo che tutti conosciamo bene, essendo di norma il primo in scaletta del tour precedente. Da questo momento in poi, il freddo diventa solamente un lontano ricordo. Come quarto brano, la band propone “Combattere per l’incertezza”, canzone del secondo album, un piccolo ritorno al passato. Seguono “Fiumi di corpi”, “Tenera età” e “Ignoranza”, terna di pezzi dell’ultimo album, seguita da “Il mare davanti”, brano che riscontra molto entusiasmo tra il pubblico. Si continua con un’ulteriore terna di pezzi del nuovo album: “Montana”, “Capire un errore” e “11 giugno”. Il brano successivo, “Il vincente”, ha visto un momento di raccoglimento nel pubblico, ma il precario stato di calma viene subito spezzato da “Troia”, canzone da “Hybris” che inevitabilmente scatena un pogo in pieno stile FASK. Seguono “Mariantonietta”, “Coperta” e, dopo un ringraziamento da parte di Aimone al pubblico e alla gestione del Dejavu, “Annabelle”. Il concerto si conclude con 3 pezzi molto attesi dal pubblico: “Come reagire al presente”, “A cosa ci serve” e, per chiudere il tutto con un altissimo livello di pathos, “Forse non è la felicità”.

A mente lucida, traggo alcune conclusioni sul live. La scaletta è stata molto densa e ben pensata, ed ha saputo dar spazio sia ai brani del nuovo album che a quelli dei precedenti. Non è da trascurare neanche l’abilità oratoria di Aimone, molto emotivamente coinvolto, a tratti commovente, ma allo stesso tempo capace di usare 3 “vaffanculo” in una frase di due parole. Da segnalare inoltre, che la band per l’occasione ha ospitato nella formazione Daniele Ghiandoni, un musicista polistrumentista molto talentuoso, che ha offerto il proprio contributo per la resa live dei pezzi del nuovo disco. Decisamente efficaci anche i giochi di luce, che hanno accentuato ulteriormente la solida presenza scenica della band. Una piccola critica va fatta al pubblico, non troppo numeroso e poco movimentato rispetto agli standard dei concerti dei FASK. In ogni caso, è stato un live memorabile, che ha visto un altissimo coinvolgimento emotivo da parte della band. Aggiungendomi alle parole di Aimone, un particolare e doveroso ringraziamento va fatto alla gestione del Dejavu, locale che offre in continuazione spazio ed opportunità per la musica inedita e di qualità in Abruzzo.

(Filippo Di Tillio)

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(foto per gentile concessione del Dejavu Drink&Food)

Autore dell'articolo: Federico Acconciamessa

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