LIVE REPORT – Il concerto dei Management del Dolore Post-Operatorio al Dejavu del 10 marzo

Il Management del Dolore Post-Operatorio non è il male di vivere bensì la gioia di vivere male. E allora ogni concerto è una festa, una celebrazione anarchica e dissacrante di quell’incubo stupendo che molti chiamano vita. Tra coriandoli e bambole gonfiabili, tra storie che finiscono male e naufragi, Luca Romagnoli e compagni si denudano (metaforicamente) davanti il pubblico e mostrano il lato segreto dell’uomo, un lato perverso, blasfemo e disperato, ma dannatamente umano.

Il Dejavu di Sant’Egidio alla Vibrata è luogo di pellegrinaggio per gli abruzzesi amanti della musica. Con cadenza mensile, se non settimanale, il meglio della musica alternativa italiana fa tappa nel locale vibratiano, ormai punto di ritrovo della scena indipendente. L’appuntamento con i Management del Dolore Post-Operatorio, impegnati nella data zero del tour di presentazione dell’ultimo album “Un incubo stupendo”, è un’occasione da non perdere per noi fan. Con le solite problematiche del caso, si riescono comunque ad organizzare due macchine e si parte spediti per l’entroterra teramano, lungo strade al limite del praticabile, rettilinei bui e segnaletica ambigua. Il gruppo di apertura, gli Aber Dean, è appena salito sul palco quando arriviamo al Dejavu. Il trio marchigiano propone un rock grintoso, picchiando forte su rullante e grancassa e schitarrando potenti riff dal sapore grunge. Presentano i brani del loro primo EP “Alternativa” e il pubblico li supporta positivamente nell’esibizione, così che a fine live possono lasciare il palco più che soddisfatti. Il PalaDejavu, la tensostruttura appositamente montata per poter ospitare i grandi concerti al coperto, si va man mano riempiendo. Tanti sono i musicisti e addetti al settore presenti per i Management, in questo concerto che è anche la prima volta senza lo storico batterista Nicola Ceroli (comunque presente ad assistere al live) e il bassista Luca Di Bucchianico, sostituiti dal trio teramano de IMuri, che vede Valerio Pompei alla batteria, Antonio Atella al basso e Lorenzo Castagna alla seconda chitarra. Anche per i giovani musicisti teramani è un’occasione speciale, come confrontarsi per la prima volta con un vasto pubblico che ha gli occhi puntati solamente su di te. Poi arriva il momento: la musica d’attesa viene stoppata e si spengono i riflettori. Nel buio del PalaDejavu la nuova formazione dei Management del Dolore Post-Operatorio entra in scena. Il primo a salire è Marco Di Nardo, accolto con fervore dagli spettatori, l’ultimo è ovviamente Luca Romagnoli, il più atteso. Non più capelli ricci al vento, jeans attillati e scarponi improponibili, ma un dolcevita con sopra una giacca di pelle e un aspetto decisamente più accurato per lui. Neanche una parola e cominciano subito con “Il mio corpo” e “Una canzone d’odio”, due brani del nuovo album. Già dall’inizio, la dimensione live dimostra le potenzialità dei nuovi brani contenuti in “Un incubo stupendo”. Giunge quindi il momento della presentazione, in cui Luca introduce i suoi colleghi e non nasconde una certa nostalgia avuta per il live e il calore del pubblico. Si riparte subito forte con “La pasticca blu” e “Vieni all’inferno con me”, che fanno scatenare la platea. “Hanno ucciso un drogato” e “Un incubo stupendo” rallentano il ritmo ma non il pathos. Su nuovi brani come “Il vento” e “Il tempo delle cose inutili”, gli spettatori presenti si mantengono e rimangono concentrati all’ascolto, fino alla evergreen “Norman”, che li fa letteralmente esplodere. Seguono “La scuola cimiteriale”, la splendida versione di “Amore borghese” e “Le storie che finiscono male”. Dopo un discorso di Luca sui desideri sessuali intimi e perversi, parte “Il mio giovane e libero amore”, seguita da “Per non morire di vecchiaia”. Arriva così il momento degli ospiti: il primo a salire sul palco è Stefano Minelli, membro delle Tre Tigri Contro e W il 1917!, che canta insieme ai Management il nuovo pezzo “Visto che te ne vai”, scritto dallo stesso Minelli. Tanti applausi per lui, che intanto lascia spazio sullo stage a Ivo Bucci dei Voina, pronto a cantare “Esagerare sempre”. La carica di Ivo si fa sentire e infiamma i fan in platea. Nel mentre che Ivo abbandona il palco, Luca Romagnoli saluta il pubblico, ma non prima di eseguire la mitica “Irreversibile”. Gli spettatori non ci stanno e a gran voce richiamano fuori i cinque musicisti per il doveroso bis. Il riff di chitarra della magnifica “Naufragando” riapre le danze, che proseguono con le storiche “Pornobisogno” e “Auff!!”, in cui Luca si tuffa tra i presenti, dopo un concerto decisamente tranquillo da parte sua. “Oggi chi sono” e l’inno “Lasciateci divertire” sono gli ultimi due brani in scaletta che decretano la fine del live. Una grande ovazione accompagna l’uscita di scena della band. Tante sono state le emozioni del concerto, opera anche di una lunga scaletta comprendente i pezzi più significativi del gruppo abruzzese. Un live che è mancato tanto ai fan, che impazienti hanno dovuto aspettare più di un anno per vedere nuovamente su un palco Luca e Marco, accompagnati in questo tour da Valerio, Lorenzo e Antonio de IMuri, che hanno tenuto bene il palco e sono riusciti a dominare la tensione. L’esibizione, forse perché la prima con la nuova formazione, è stata più sobria del solito, abituati alle strambe performance di Luca. Questa volta hanno lasciato che fosse la musica a parlare per loro, attraverso i riff post-punk e i testi espliciti che palesano il loro pensiero. Niente più blowjob al microfono o profilattici come ostie, a manifestare la rabbia e l’irriverenza dei loro brani c’era la Musica. Ed è bastata solo lei ad infiammare uno dei loro migliori concerti.

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Autore dell'articolo: Federico Acconciamessa

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