LIVE REPORT – Una domenica d’estate al Rock Your Head Festival di Montebello di Bertona

In un piccolo comune montano della provincia pescarese da dieci anni si svolge un festival che ha portato per la prima volta in Italia e in Abruzzo numerose band internazionali ed ha calamitato a sé centinaia di spettatori da tutta Italia. Il Rock Your Head Festival di Montebello di Bertona persegue una direzione musicale alternativa e inedita che lo allontana dai riflettori del solito mainstream e lo promuove come valida espressione di fresche novità artistiche di ogni genere.

Il miglior rimedio contro le affollate e accaldate spiagge estive domenicali è rappresentato dal Rock Your Head, il festival a 600 metri d’altitudine con tanto di vista mare dal Main Stage. La decima edizione dell’evento porta il sottotitolo “Downtown“, ad indicare il cambio di location dalle colline adiacenti il campo sportivo al centro storico di Montebello di Bertona, dove sono state dislocate ben tre aree concerto. E’ proprio nell’area concerto del Monumento che già dalle ore 14 comincia la musica, con il blues e il rockabilly dei Dead Lovers ad accompagnare il pranzo tra specialità locali e birre artigianali.

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Dead Lovers

Alle 17:30 ci spostiamo al Colajerv Stage, il palco secondario situato sul tetto-belvedere dell’ex-Mattatoio. Fantastica la vista ravvicinata della catena montuosa del Gran Sasso, della cima del Corno Grande e ahimè anche del vasto incendio divampato solamente una settimana prima sul Monte Siella. La location è comunque perfetta per ospitare gli Sherpa, gruppo psichedelico abruzzese che ha registrato il proprio disco d’esordio “Tanzlinde” ai piedi della Majella. Il gruppo fa suo il suono rurale della propria regione di provenienza e lo internazionalizza, unendolo a sonorità world e shoegaze in lunghe cavalcate psych. Anche se comodamente seduti su un divano, la sensazione di star compiendo un lungo viaggio accompagna l’intero live.

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Sherpa

Dalla psichedelia occulta abruzzese si passa al minimalismo elettronico di Pieralberto Valli, in versione solista sul rooftop del Colajerv Stage. Ora si intraprende un nuovo viaggio, verso nuove direzioni e con mezzi completamente diversi. Non più promontori montani, fitti boschi ed echi indiani, bensì un percorso in un Iperuranio atemporale e metafisico. Valli manipola con eleganza tastiere e beat elettronici, tappeti sonori su cui si posano la sua morbida voce e i suoi testi intimisti. Il tutto accompagnato da un caldo tramonto.

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Pieralberto Valli

Attimi di tregua fino alle 21, quando si inaugureranno i concerti sul Main Stage di Piazza Vittorio Emanuele. Il palco principale viene aperto dai Plastic Man, rock band fiorentina con una sfrontata attitudine fuzz. Si piomba direttamente nel sound degli anni ’60 e ’70 e il pit viene invaso dal loro maniacale garage che accende la platea. Non scontato per una prima band in scaletta a quell’ora calamitare un buon manipolo di persone davanti palco con tale foga, touchè.

2,5
Plastic Man

Il penultimo show della giornata è affidato ai Super Paradise, band per metà italiana e per metà inglese che ha esordito lo scorso anno nella scena alternativa anglosassone con l’esplosivo album di debutto “Quencebo”. Il quartetto scorrazza senza tregua tra garage, indie rock e noise, mandando in visibilio il pubblico presente. Ritmiche martellanti ed esuberanti fendono la fresca atmosfera serale riscaldando oltremodo gli animi. Sicuramente una delle band più sorprendenti dell’edizione 2017.

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Super Paradise

Arriva interamente dall’Inghilterra invece l’ultima band in scaletta. I promettenti Black Honey salgono sul palco principale di Piazza Vittorio Emanuele a mezzanotte inoltrata e pronti a lasciare un segno profondo nel loro primo concerto assoluto in Italia. E come non farlo quando hai una frontman audace come Izzy Baxter, che sin dalla prima canzone prende in mano le redini del live senza mai lasciarlo. Tra sensualità appariscente ed un carattere forte e temerario, la cantante ruba la scena a tutti e conquista letteralmente il pubblico sia maschile che femminile. Il quartetto di Brighton musicalmente ci sa fare, testimone di un certo modo di fare rock poche volte riprodotto fedelmente qui in Italia. La forte presenza scenica fa il resto e la band non può che uscire dal palco tra scroscianti applausi.

5
Izzy dei Black Honey

La nottata continuerà fino alle 3 con il dj set dal balcone di Lou Quinzio che divulga come un pontefice i classici fondamentali del rock e della musica elettronica. Il Rock Your Head Festival si conferma ancora fucina di talenti e promesse inedite che trovano immeritatamente poco spazio in altre rassegne musicali nazionali più altisonanti o che spesso addirittura non hanno mai messo piede nel territorio (Black Honey, DBFC). Coraggiosa anche la scelta di rimettersi in gioco cambiando location per la decima edizione, spostando le aree concerto nel centro storico di Montebello di Bertona. Nonostante tutto, la complessa operazione di controcultura nella provincia pescarese continua.

(foto a cura di Andrea Ponente, Francesco Marini, Lorenza Carbani e Vanda di Giovanni)

Autore dell'articolo: Federico

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