LIVE REPORT – Un sabato sera all’IndieRocket Festival di Pescara

Appuntamento ormai consolidato dell’estate pescarese, l’IndieRocket Festival è un evento da non perdere per gli amanti della musica live (abruzzesi e non solo). Il coraggioso festival affronta controcorrente la mentalità musicale regionale, proponendo artisti dal respiro internazionale sconosciuti ai più. Portare novità in Abruzzo non è mai facile, un territorio che risponde presente solamente ai grandi nomi affermati e quasi sempre reticente verso le nuove proposte artistiche. L’IRF da ormai 14 anni viaggia in controtendenza, vincendo la dura sfida grazie ad una oculata organizzazione e una forte passione.

La prematura calura estiva pervade anche le giornate dell’IndieRocket Festival. Un vento caldo spira per tutta Pescara, ma fortunatamente nel parco “Ex-caserma Di Cocco” si può scampare all’afa rifugiandosi all’ombra dei tanti alberi presenti nella zona verde in pieno centro città. Sabato 24 giugno decidiamo di ritornare al festival dopo la breve incursione del giorno prima per i Fine Before You Came. Il programma della giornata prevede 6 ore di musica no stop, con una golosa line up che dosa artisti di più generi musicali provenienti da tutto il mondo. Arriviamo a Pescara alle ore 19, ansiosi di assistere allo showcase di Leslie, giovane promessa pescarese dell’hip-hop. La ragazza, supportata dall’esperto Deliuan ai piatti, propone numerosi brani inediti che presto sfoceranno nell’atteso primo disco. Nonostante la forma non al top, Leslie gioca in casa e (complice anche il big up del pubblico amico) il live risulta energico e coinvolgente, infiammato dal suo flow caustico. Nel finale dello show entra in scena il suo collega Ace ad accompagnarla al mic. L’esibizione si chiude con il suo pezzo forte “S/N #2“. Il talento mostrato online viene prontamente confermato nella dimensione live, e siamo sicuri che la ragazza andrà avanti con molto successo.

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Alle 20 lo showcase lascia spazio alle selezioni musicali a cura di Fricat, già membro degli Apes On Tapes. Il producer si sbizzarrisce tra le più disparate sonorità, creando il giusto preludio per i successivi dj set. Nel frattempo il caldo si fa sentire e la fame pure, così decidiamo di prenderci una piadina e una rinfrescante birra. Alle 20:40 viene inaugurato il main stage con Sequoyah Tiger, il progetto tutto al femminile condiviso da Leila Gharib e Sonia Brunelli. Il sound ipnotico della dj veronese Gharib è accompagnato dalle coreografie e passi di danza della performer. L’addizione artistica produce un risultato spiazzante e al tempo stesso affascinante. Alle 21:30 direttamente dal Giappone Kiki Hitomi sul palco principale, pronta a scandagliare le sonorità vintage del paese del Sol Levante. La producer nipponica è una tuttofare sul palco: canta, si intrattiene con il pubblico in giapponese e manipola i comandi della consolle. Ciò che ne esce fuori è un karaoke allucinato, un trip anestetico che ti proietta nei locali serali della Tokyo anni ’60.

I tempi morti dei cambio palco sono riempiti dall’IRF Sound System che opera in collinetta, e che con il passare delle ore attira sempre più persone. Alle 22:30 comincia il capitolo inglese della serata con l’esibizione dei Clinic. La band di Liverpool sale sul palco con la solita tenuta da sala operatoria che li contraddistingue nei live da tempo. Il sound british subisce un’operazione chirurgica per mano dei quattro dottori inglesi, che si divertono a sperimentare e dissacrare distortamente i synth e a creare ritmiche martellanti appoggiate da abrasivi riff. Non si assiste a un’autopsia, ma a una riuscita chirurgia plastica che rimoderna il profilo del paziente. Applausi.

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Sempre dalla terra d’Albione provengono i Fujiya & Miyagi, protagonisti dell’ultimo show sul main stage. La band rapisce il folto pubblico pescarese con uno strepitoso spettacolo di luci e suoni. Il tappeto elettronico delle tastiere impatta con i riff post punk creando scintille. Il gruppo esce di scena per ben due volte, rientrando ogni volta acclamati a gran voce dagli spettatori, assuefatti di un sound solido e ossessivo che suona paradossalmente tanto moderno quanto vintage e di cui non si riesce a far meno. La fine del loro show combacia con l’inizio del dj set finale curato dal producer italiano Go Dugong, che fino a tarda notte ha fatto ballare centinaia di persone.

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Anche quest’anno l’IndieRocket Festival si conferma una garanzia, un audace prodotto di qualità totalmente made in Abruzzo che da anni eleva Pescara in ambito culturale. I complimenti che hanno ricevuto i gruppi musicali vanno automaticamente girati anche ai promoter dell’evento, che hanno avuto la capacità e il coraggio di scoprirli e chiamarli a suonare in una terra solitamente estranea ad artisti internazionali. Da lodare il rigoroso rispetto dei tempi sul palco e soprattutto la magistrale organizzazione che non lascia nulla al caso. Come già scritto altrove, il melting pot geografico e sonoro è una formula vincente che siamo sicuro negli anni a venire premierà sempre di più questa fantastica realtà. Chapeau.

Autore dell'articolo: Federico

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