LIVE REPORT – La prima data dell’Onirico Festival con Coez e Mudimbi

L’ambiziosa line-up e la splendida location rendono l’Onirico Festival 2017 una delle edizioni più interessanti della rassegna organizzata dal Dejavu di Sant’Egidio alla Vibrata. La prima serata è inaspettatamente marcata hip-hop, un genere che bazzica poco nel locale vibratiano, ma l’ottima risposta del pubblico e le capacità dei due artisti sul palco ribaltano ogni aspettativa.

Le esibizioni all’Onirico Festival venerdì 9 giugno della nuova promessa Mudimbi e dell’ormai affermato Coez stuzzicano la nostra curiosità, nonostante i tanti chilometri che ci separano dalla Fortezza Borbonica di Civitella del Tronto. La stanchezza della giornata lavorativa ritarda l’orario di partenza, e lo show di Mudimbi è già iniziato quando troviamo parcheggio. Nella salita alla fortezza ci accompagna il riverbero delle sue canzoni, e quando finalmente siamo arrivati all’area concerti sta cantando “Tachicardia“, l’ultimo brano in scaletta. La delusione è tanta per aver perso il quasi intero spettacolo di questo promettente artista, e i commenti di alcuni spettatori non fanno che confermarci l’energia del live e il talento del rapper di San Benedetto del Tronto. Ci consoliamo aspettando l’esibizione di Coez, l’ex membro dei Brokenspeakers che sta riscuotendo sempre più successo con il suo hip-hop che strizza l’occhio al cantautorato indie italiano. Dopo il cambio palco, occupato dagli oggetti di scena di Mudimbi, il rapper romano a mezzanotte sale on stage, accompagnato da Gaspare alla chitarra elettrica, Banana alla consolle e Passerotto, chesi altera tra tastiere e batteria. Coez sordisce con “Still fenomeno” e “Ciao“, le prime due song del suo nuovo album “Faccio un casino”. Smanicato di jeans personalizzato e immancabili occhiali da sole, il rapper continua con “Occhiali scuri” e la meno recente “Forever alone“, che rimane uno dei pezzi più amati dal suo pubblico. Il folto pubblico sotto palco è preparato e conosce a memoria sia brani nuovi come “Le luci della città“, sia brani più anziani come “Siamo morti insieme“. Il live prosegue veloce e senza troppe chiacchiere da parte dell’artista, che attacca subito “La musica non c’è” e “E yo mamma“. Si va avanti con “Parquet“, canzone in cui cita il suo amico Gemello, che ha collaborato con lui nella canzone successiva “Taciturnal“, uno dei suoi brani più riusciti. Il momento romantico prosegue con le intimi “Ali sporche” e “Lontana da me“. Poi il ritmo incalza sempre più veloce con “Delusa da me” e “Chiama me“, la traccia inedita scartata dal Festival di Sanremo 2014.  Il live si avvia alla conclusione, ma non prima che il pubblico possa sgolarsi con “Faccio un casino” e “Jet“, l’unica canzone in scaletta proveniente dal disco “Niente che non va”. Il finale del concerto è lasciato alla scippacore “Vorrei portarti via” e all’ultimo brano del suo ultimo disco “Millefogli“. Coez sta lasciando il palco, quando però la platea lo richiama a gran voce. L’artista romano decide così di congedarsi definitivamente regalando il bis di “Faccio un casino“. Decisamente imprevedibile la scelta del bis da parte di Coez, che aveva lasciato fuori scaletta brani come “Hangover”, uno dei suoi primi successi, o alcuni pezzi del trascurato album “Niente che non va”. Da aggiungere inoltre che il suo rapporto apparentemente freddo con il pubblico (come il suo personaggio vuole) non intacca l’emotività dell’esibizione, che risuona forte dei romantici testi e delle melodie ritagliate ad hoc. Merito anche dei turnisti, che sono stati capaci di arrangiare in maniera coerente i brani nella dimensione live.

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Autore dell'articolo: Federico

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