LIVE & FOTO REPORT – Edda in concerto all’Hi-Hat Play Live

Chi canta ha sempre qualcosa da raccontare. C’è chi lo fa meglio e chi lo fa peggio. C’è chi ha qualcosa di importante da narrare e chi nulla di speciale. Stefano Rampoldi, in arte Edda, è un artista che ha tantissimo da raccontare, e lo fa da circa una decina d’anni nella maniera migliore che conosca: chitarra in spalla e la sua splendida e struggente voce.

Il tour di “Graziosa Utopia”, il quarto disco solista di Edda, si snoda lungo lo Stivale e tocca per ben due volte il territorio abruzzese. Per questioni di distanza, scegliamo di ascoltarlo al più vicino Hi-Hat Play Live di Collecorvino venerdì 21 aprile. Nella splendida cornice del locale vestino, i primi a salire sul palco sono i montoriesi Axound, che per l’occasione propongono i loro brani in chiave acustica. Sono passate le 23 quando l’ex cantante dei Ritmo Tribale e i suoi turnisti si prendono la scena.

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Prese le posizioni sullo stage, lo show comincia con due nuovi brani da “Graziosa Utopia”: l’esordio è la pacifica “Il santo e il capriolo“, a cui segue rapidamente “Benedicimi“. I ritmi si mantengono alti e potenti con la floydiana Bellissima” e la cruda “Pater“, intervallate da “Tu e le rose“.

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Si riprende con le nuove canzoni, e le esecuzioni del singolo “Signora” e di “Brunello“. I tempi sono quelli di un concerto punk, si parla poco e si suona tanto senza troppe interruzioni. Così si va avanti con “L’innamorato” e “Stellina“, direttamente dai precedenti album. Sempre senza sosta, si torna alle nuove “Picchiami” e l’attesa “Zigulì“.

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E’ il momento per abbandonare momentaneamente la chitarra elettrica per imbracciare quella acustica ed eseguire la magica “Spaziale“. Il breve periodo di calma si chiude subito, per ricominciare a spingere con “Piccole isole” e “Coniglio rosa“. La prima frazione del live si avvicina alla conclusione con “La liberazione” e “Un pensiero d’amore

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Dopo la solita apparente uscita di scena, Edda risale da solo sul palco per cantare una struggente versione di “Milano“, uno dei suo brani più significativi. La ripresa del concerto è dedicata ai brani dei precedenti album, ed il rientro del resto della band coincide con “Saibene” e la movimentata “Mademoiselle“, pronte ad accendere il pubblico. Il concerto si chiude definitivamente con “Dormi e vieni“.

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Tantissimi applausi accompagnano l’uscita di scena della band, rivolti dagli appassionati di lunga data giunti da tutta la regione per non perdersi l’esibizione dell’artista milanese. Da spettatori si rimane molto colpiti dalla potenza del live. Edda riesce con molto talento a trasformare la forza delle proprie parole in musica, creando riff ruvidi e graffianti che ben si accompagnano alla crudità dei suoi testi, pallidi e struggenti. Se con i Ritmo Tribale Edda ha scritto una pagina importante del rock italiano, la sua carriera solista non è da meno, dato che è riuscito a produrre quattro perle di puro rock come non se ne sentivano da tempo in questo paese. Il consiglio finale è di non perdere l’occasione di farsi benedire da Stefano Rampoldi.

(fotogallery a cura di Antonello Campanelli)

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Autore dell'articolo: Federico

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