LIVE & FOTO REPORT – Il concerto di Brunori Sas al Pin Up del 24 marzo

Dario Brunori non ne sta sbagliando una. Il suo quarto album “A casa tutto bene”, pubblicato il 20 gennaio 2017 per la Picicca Dischi, è stato un vero successo di critica e di pubblico come non se ne vedeva da tempo. Il seguente tour sta registrando il tutto esaurito nei migliori teatri e live club di tutta Italia, coinvolgendo un pubblico di ogni fascia d’età. La sua presenza in radio è ormai costante e doverosa. In quello che sembra il suo anno di grazia, assistere a un suo concerto è una grande occasione.

Complice l’inaspettata chiusura del Container di Grottamare a pochi giorni dallo show, il concerto della Brunori Sas è stato prontamente spostato al Pin Up Music&Beer di Mosciano Sant’Angelo, uno dei club più grandi della regione che già in passato ha ospitato artisti del calibro di Giovanni Lindo Ferretti, Verdena, Marlene Kuntz e tanti altri ancora. La notizia dello spostamento ci convince a prendere i biglietti al più presto, tanto è l’entusiasmo. La sera del live ci si organizza e si parte, arrivando anche stranamente in leggero anticipo, ma ecco che davanti al locale ci aspetta una lunga fila, anche molto caotica. Tra file per accrediti,  prevendite e botteghino ci si capisce molto poco, e non senza qualche sbattimento riusciamo comunque ad entrare. Il Pin Up è già abbastanza pieno, e ci accomodiamo al lato destro del palco, in una zona fortunatamente poco affollata. Con leggerissimo ritardo, si apre il sipario.

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Il brusio iniziale di sottofondo si trasforma nelle note de “La verità“, che riscalda subito le gole dei tantissimi spettatori presenti con il suo travolgente ritornello, seguita subito da “L’uomo nero”. Dal palco deve essere un bel colpo d’occhio quello del pubblico, dato che la tensione fa dimenticare un verso della canzone a Brunori, ma niente paura perché appena dopo i rituali saluti arriva proprio “Canzone contro la paura“. La scaletta continua coerente alla tracklist del nuovo album, quindi arrivano “Lamezia Milano” e “Colpo di pistola”. Alle spalle dei musicisti una colorata scenografia personalizzata accompagna ogni canzone.

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Si prosegue con “La vita liquida” che chiude momentaneamente il filone dei nuovi brani, per fare un salto nel passato, addirittura fino al primo disco con la splendida “Come stai“, cantata a memoria da tutta la platea che accompagna anche a tempo con le mani. Il concerto tira dritto con l’avvolgente ritmo de “Le quattro volte”, seguita dalla più pacifica “Fra milioni di stelle“, l’irriverente “Pornoromanzo” e la romantica “Lei, lui, Firenze“. Arriva poi il momento in cui Brunori abbandona la chitarra per prendere posizione al piano ed eseguire in una versione minimale ma molto sentita “Arrivederci tristezza” e “Una domenica notte“.

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Il momento di pathos si conclude, e si ritorna alle nuove canzoni con la divertente esecuzione de “Il costume da torero” e la versione dance di “Sabato bestiale“, con le luci puntate alle mirror ball che illuminano il locale del Pin Up come una vera e propria discoteca. La prima parte di concerto si chiude con la splendida “Don Abbondio” e con la straordinaria interpretazione di “Rosa“, cantata face to face con il folto pubblico e con la sola chitarra ad accompagnarlo.

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I numerosi spettatori presenti richiedono a gran voce la riapparizione sul palco della Brunori Sas, e dopo pochi minuti vengono accontentati dal rientro del solo Dario, che rioccupa la postazione al piano ed esegue una magnifica versione dell’attesissima “Guardia ’82”, anche questa volta accompagnato dal massiccio coro della platea. Il momento intimo prosegue con “Kurt Cobain”, che lo vede sempre impegnato alle tastiere. Riprenderà la chitarra solo per eseguire insieme all’intera band l’ultima song “Secondo me”, un dolceamaro finale di un magnifico concerto.

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Non uso a sproposito il termine dolceamaro. Da un lato il suo concerto è un vero trionfo della musica, con ritornelli e ritmi travolgenti uniti alla sua spiccata simpatia. Dall’altro lato quelle che lui canta sono storie (soprattutto nell’ultimo disco) tragiche, se non violente, che mostrano il lato terrificante della nostra società. Brunori canta la crudità e la crudeltà di un mondo in cui non si riconosce più. Con leggerezza canta storie pesanti, e a fine brano rimane un certo magone.

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Dal punto di vista prettamente musicale, il concerto ha pienamente confermato le alte aspettative. Se forse le nuove canzoni nella versione live perdono il grande lavoro di produzione compiuto da Taketo Gohara (impossibile da rendere in concerto), Brunori è riuscito a reinventare delle splendide interpretazione dei brani dei precedenti album, molto emotive e coinvolgenti. Il grande afflusso di persone di ogni età ai suoi concerti, Mosciano incluso, è il segno tangibile della qualità e del talento della Brunori Sas, capace di migliorarsi di disco in disco senza mai cadere nelle banalità del pop e nell’elitarismo di un certo tipo di cantautorato.

(Fotogallery ad opera di Antonello Campanelli)

 

 

Autore dell'articolo: Federico Acconciamessa

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