RECENSIONE – “Per sempre” di Kid Kontrasto 

Per sempre è il primo album solista di Kid Kontrasto, conosciuto dai più come Keso della Zona Rossa Krew, il collettivo di rapper aquilani nato dopo il terremoto del 2009. Lontano dai compagni di jam, Keso si è anche fatto conoscere per le doti da freestyler nelle tante battle vinte in tutto lo Stivale. Kid Kontrasto confeziona un disco molto denso, ricco di collaborazioni importanti e affidandosi ai beat di ben 9 dj diversi, con il chiaro intento di esplorare ogni sonorità e diverse tematiche.

Il disco parte con il carico di fotta di “Da sempre e per sempre“, a cui segue la noir “Nessuna parte“. Le successive “Ronin” e “Davy Jones” configurano l’identità del rapper, libera e solitaria. Poi ci sono le romantiche “Tornare” e “Scusami davvero“, seguite dalla dedica al rap di “Pezzi di cuore” insieme a Don Diegoh su un gran beat di D-Giant. Arriva il momento di “Ain’t no sunshine“, in collaborazione con Nasty e DirtyRed sul sample della più nota canzone di Bill Withers, e la malinconica “Macerie”. La decima traccia è “Va tutto bene”, la top track in cui Kid Kontrasto duetta con il massiccio Danno dei Colle Der Fomento. Si continua con la combattiva “Lividi e postumi”, insieme a Leslie e Spuky dei Kappa Esse, e “Stronzo”, in collaborazione con il beatmaker Alien Dee. Si va avanti con il solito carico di fotta di “Per me”, una sorta di autodedica sul beat di Talc Beatz con Nasty, e di “Un buon motivo”. Avviandosi verso la conclusione, il disco cresce d’intensità con “Spiegavi le ali”, una dedica di cuore alla città de L’Aquila, e “Mai più”, una song impegnata in duetto con il rapper militante Kento. Il livello si mantiene ancora alto con la raffinata “Fascinus”, questa volta in collaborazione con il marchigiano Claver Gold, e “Non credo”, registrata insieme proprio con la Zona Rossa Krew. Dulcis in fundo il singolo “Da sempre e per sempre”, che chiude la raccolta.

Sin da subito è chiaro che Per sempre è un album molto personale, quasi intimo, in cui Kid Kontrasto vuole fermare il tempo e raccontare sé stesso e ciò che vede. Chi si aspettava un disco di denuncia sociale stile ZRK rimane deluso, perché il rapper aquilano ha deciso di narrare un’altra storia, la sua storia personale, in cui comunque non rinnega il suo impegno sociale (ascolta “Mai più” con Kento). I testi sono ben costruiti ed estremamente ricercati, e l’intero album è una sorta di metafora di un uomo ferito e solo, ma che con la sua forza e la speranza continua imperterrito nella sua strada. Ferito e solo sì, ma anche in compagnia di alcuni dei migliori rapper della Penisola come Danno, Claver Gold e Kento. La pluralità delle voci (e dei producers) si scontra con il concetto di solitudine espresso nelle liriche, creando un elemento di tensione che non sminuisce, ma anzi avvalora il disco. Il prodotto finale è una delle migliori uscite hip-hop regionali degli ultimi tempi, proveniente da una realtà abruzzese consolidata e apprezzata come la Jamrock Records.

Autore dell'articolo: Federico Acconciamessa

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